sabato 1 ottobre 2022

Oggi mi è capitata sotto gli occhi quest'immagine. Che effettivamente può presentare una delle classiche frasi da buongiornissimo kaffè, ma mi ha fatto parecchio riflettere. A maggior ragione ripensando agli ultimi otto anni in cui, per un motivo o per l'altro, raramente non ho avuto problemi fisici e/o di salute (non parliamo poi di quest'ultimo anno), che mi hanno spesso provocato anche non pochi sbalzi d'umore. Non essendo per carattere una persona che esterna troppo il proprio eventuale malessere, può anche essere che non tutti si accorgano se ho qualche problema, ma diciamocelo, di solito basta avere un minimo di empatia per capire se qualcuno a cui tieni, un amico, qualsiasi tipo di conoscenza/relazione, sta passando un momento no, che questo lo ammetta o meno. O almeno questo è quello che penso io, che probabilmente per come sono fatto magari a volte mi preoccupo pure più del dovuto quando vedo che qualcuno a cui voglio bene sta passando un periodo di difficoltà. Proprio per questo motivo, vedere che dall'altra parte non ci sia a volte, non dico la stessa attenzione, ma almeno un minimo di comprensione, o voglia, o quantomeno un tentativo di cercare di capire cosa ci sia dietro a certi comportamenti, fa parecchio male. A maggior ragione anche quando cerchi di spiegarti e ti trovi davanti a un muro, come se dovessi sempre essere perfetto e a disposizione per ascoltare tu i problemi altrui, pena passare per la persona di merda di turno al tuo minimo periodo no. Di situazioni simili me ne sono capitate ben più di una negli anni, come penso un po' a tutti... alcune hanno sicuramente fatto molto più male di altre, per vari motivi, tra cui sicuramente il più importante è il fatto che hanno coinvolto persone a me molto care. In alcuni casi il rapporto si è ricucito (ovviamente quando c'era la volontà di entrambi, riconoscendo che tutti possiamo essere fortemente incasinati a volte), pur fra alti e bassi, in altri no, e forse è meglio così, dato che credo non ci sia niente di più triste del continuare a farsi del male se non c'è più reciproca fiducia.

E poi invece succede anche di sorprendersi positivamente. Perchè magari arriva una mano tesa da chi forse non te la saresti aspettata, e non necessariamente perchè magari tu pensi che quella persona non possa essere sufficientemente sensibile o altro, magari è solo perchè la conoscenza/amicizia non è (era) poi così approfondita, ma questa ha saputo capire e comprendere il tuo stato d'animo leggendo tra le righe di quel che dici o scrivi, o, soprattutto, quello che NON dici o scrivi. Perchè chi è stato in grado di farlo in passato abbia continuato a farlo, che viva a due passi da te o a centinaia di km di distanza. 

Ecco, credo che chiunque abbia dimostrato empatia, capacità e voglia di comprenderti anche nei tuoi momenti peggiori, sia da tenere bello stretto. Fra tutti gli alti e bassi che un qualsiasi tipo di rapporto può avere. Fra gli allontanamenti e riavvicinamenti che la vita può portare. Insomma, quelle quattro righe, semplici e forse pure parecchio banali se vogliamo, credo siano in realtà qualcosa da tenere bene, ma veramente bene, a mente.

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