Solitamente sono abbastanza fortunato nella scelta dei libri, ma ultimamente ho infilato una tripletta di ciofeche abbastanza inusuale. Probabilmente non è casuale che due di essi siano gratuiti su Amazon e uno fosse in offerta a poco meno di due euro, ma voglio sperare che non scontino sempre il peggio del peggio.
Questo non è scritto male, anzi, ma è un racconto breve decisamente prevedibile dove il colpevole si capisce praticamente appena vengono presentati tutti i personaggi. Da quanto ho capito dovrebbe essere solo un racconto per invogliare a leggere la saga di cui i personaggi principali sono protagonisti, ma a essere sincero, questi libri potrebbero essere anche scritti benissimo, ma se sono prevedibili come questo...diciamo che di certo non si viene invogliati granchè ad approfondire la questione.
Se non altro su Kindle non costa un centesimo.
Questo è invece una ciofeca totale, a mio avviso. Nelle varie descrizioni si millanta che sia l'Into the wild italiano. No. Non è così. Ma proprio per nulla. L'unico legame non è probabilmente nemmeno tanto l'ispirazione, quanto l'aver schiaffato in copertina la famosa foto, sperando quanto meno non sia pure quella stata messa lì di straforo (cosa che non mi stupirebbe). Immagino pure che tale paragone venga direttamente dall'autore (in fondo dovrebbe essere un libro autoprodotto), anche perchè dubito che qualcuno sano di mente potrebbe anche solo aver pensato di scrivere una cosa simile. Storia noiosa e strampalata, scritto male, qualsiasi interesse potesse palesarsi a inizio lettura comincia a svanire dopo poche pagine e più si va avanti più la situazione peggiora, fino ad arrivare agli imbarazzanti capitoli finali più o meno senza senso. L'ho finito giusto perchè anche questo era abbastanza breve, ma posso dire senza ombra di dubbio che fra le cose peggiori che abbia mai letto questo..."coso", se non finisce in cima alla lista va tranquillamente sul podio.
Questo dei tre è sicuramente la delusione più grande. E se i primi due avevano se non altro il vantaggio di non dover spendere un centesimo per leggerli, per questo non è così. La premessa era sicuramente interessantissima. Un romanzo storico, o almeno tale doveva essere, per raccontare la vita di colei che contribuì a rendere grande la biblioteca di J. P. Morgan. Operazione a mio avviso per niente riuscita. L'unico merito che attribuisco a questo libro è sicuramente l'avermi fatto conoscere la storia di Belle Da Costa Greene. Stop. Penso proprio che prima o poi approfondirò l'argomento con almeno una biografia, dove l'argomento venga trattato seriamente e sulla base di documenti etc ufficiali, ma questo libro è meglio lasciarlo dov'è. Già definirlo romanzo storico è a mio avviso un insulto al genere. Sembra più di leggere la sceneggiatura di una puntata di Sex and the city con sullo sfondo la passione per i libri e l'arte della protagonista e ancora di più sullo sfondo e trattato all'acqua di rose il tema del razzismo negli USA di inizio '900, che in teoria avrebbe dovuto essere uno dei temi centrali, dato che la particolarità della storia di Belle risiede appunto nel fatto che per raggiungere i traguardi che ha raggiunto, lei, nera dalla pelle molto chiara, abbia dovuto fingersi bianca con origini anche portoghesi. La cosa ancora più assurda è che le due autrici, nelle note a fine libro, parlino del medesimo come se avessero trattato il tema del razzismo in modo profondo o della biblioteca e della passione della protagonista nel modo che avrebbe meritato. Non c'è niente di tutto questo, visto che viene dato quasi più spazio alla descrizione di vestiti e a far sembrare la protagonista la più antipatica possibile mentre si fa i film erotici in testa fra il datore di lavoro e altri colleghi che altro...Insomma, una storia e una vita sicuramente interessantissimi da conoscere, trattati come peggio si potesse.
Insomma, chiedo umilmente scusa al mio fidato Kindle per avergli fatto scaricare e consumare batteria per queste tre schifezze.



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