venerdì 1 maggio 2026

50

50.

Comincia ad essere un discreto numero. Il regalo più bello, sicuramente l'abbraccio dei miei genitori. Quello con papà in particolare, dopo quello che gli è successo l'anno scorso e i non pochi momenti complicati in tutti questi mesi, è stato particolarmente commovente per entrambi, perchè tutti ormai sappiamo quanto poco basti per capovolgere la vita e quanto sia prezioso ogni giorno. E poi la gioia e l'affetto di fratello, cognata e nipoti. Un fine settimana all'insegna di risate e divertimento era proprio quello che ci voleva.

Certo, avrei voluto arrivarci in modo molto migliore a questo traguardo.

Fisicamente, mai e poi mai avrei pensato, quando 12 anni fa decisi di licenziarmi e prendermi un paio d'anni per me perchè sentivo che il mio corpo mi stava dicendo di fermarmi, che quello stesso corpo avrebbe iniziato a tradirmi neanche due settimane dopo l'ultimo giorno di lavoro. Che avrebbe continuato a farlo a cadenza quasi annuale per un motivo o per l'altro, a un certo punto facendomi anche preoccupare, dopo alcuni esami, che potesse esserci qualcosa di veramente serio, che poi fortunatamente si è rivelata una preoccupazione inutile, ma che di certo ha avuto un gran peso finchè non si è appurato che fosse così. Finchè poi è arrivata anche la mazzata post covid che ancora adesso, dopo quasi 4 anni, continua a rendermi spesso complicato fare anche il minimo sforzo. E non è semplice essere ottimisti per il futuro quando dopo anni quasi fatichi a ricordare cosa volesse dire stare bene e in salute. Certo, tutto questo ti fa apprezzare molto di più i momenti buoni, ma sinceramente preferirei tornare ad avere molti più di quei momenti che il contrario. Penso di aver dato abbastanza da questo punto di vista in questi ultimi anni.

E ovviamente tutto questo malessere non è che non abbia portato conseguenze anche in molti rapporti personali. E se da un lato ha contribuito a fare un po' di "pulizia", questo non ha certo impedito ad alcuni distacchi di rivelarsi estremamente dolorosi, pur se controbilanciati da nuove conoscenze che hanno e continuano a capire eventuali momenti no e i motivi che ci possono essere dietro. Perchè non c'è cosa peggiore, quando stai male, del sentire che dall'altra parte non solo non ci sia nessun tentativo o interesse di capire se ci sia qualcosa che non va, ma si continui a venire accusati di questo o quello e si continuino a mettere in dubbio la fiducia e i sentimenti. Come se si facesse apposta a star male. Magari avere meno certezze basate sul nulla e parlare, se ci si tiene davvero a qualcuno, aiuterebbe. Se non lo si fa, è ridicolo scaricare tutte le colpe sugli altri. Alla fine, c'è chi lo ha fatto e chi no, e nel primo caso i rapporti si sono ricuciti perchè l'affetto reciproco di fondo non è mai mancato, anche se il distacco non aveva certo fatto meno male, nel secondo ovviamente no, perchè non si può pretendere di ricevere se non si è mai disposti anche a dare e fare, almeno per una volta, il primo passo. Di sicuro una delle cose che mi ha fatto più bene negli ultimi anni è stato conoscere persone con cui potevo essere pienamente me stesso e parlare liberamente, anche scontrandoci a volte, ma senza che questo portasse a veder messa in dubbio la mia amicizia. Poterlo fare dopo aver passato anni a dover stare attento a non dire mezza parola fuori posto con alcuni, è stata quasi una liberazione, forse anche senza quasi. Anche perchè in generale sono diventato infinitamente intollerante verso gli intolleranti. Magari sarà anche più per l'età e tutta la merda che sembra uscire dalle persone ultimamente, più che una reazione al mio malessere, ma di filtri ultimamente ne sto perdendo parecchi, da questo punto di vista, e penso sia importante quindi circondarmi di sempre più persone che sappiano dare il giusto peso alle cose.

Insomma, non so cosa mi riserverà il futuro, ma spero che almeno una parziale inversione di tendenza ci possa essere prima o poi, e a qualche botta di culo ogni tanto non direi certo di no.

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